La Renault Trucks ha presentato la sua rinnovata gamma di veicoli da cantiere, perché è obiettivo dell’azienda francese accelerare la crescita e conquistare nuove quote in un segmento di mercato sempre in fermento e per affrontare condizioni operative sempre più estreme.
E’ passata molta acqua sotto i ponti quando settantacinque anni fa la Renault mise sul mercato il T100, un vero mostro della macchina per quei tempi, nato per fronteggiare le difficili condizioni desertiche africane con una capacità di carico di 50 tonnellate.
Da sempre Renault ha dovuto fronteggiare banchi di prova impegnativi e frutto di questa esperienza Renault è arrivata all’attuale gamma K, a testimonianza di una lunga tradizione di veicoli da cantiere. I veicoli da cantiere in Italia non occupano un grande posto nel mercato, ma oggi dopo un iniziale quota del 4% sul totale delle immatricolazioni, il mercato sta vivendo una seconda giovinezza grazie ai fondi stanziati nel PNRR per l’ammodernamento delle infrastrutture.
Oggi il comparto vale il 10% ed è un dato che Renault ha sfruttato al meglio con questi nuovi mezzi che sono sinonimo di robustezza. Il modello di punta è l’8×4 da 13 litri, disponibile nelle potenze di 480 e 520 CV. Il passo è da 4.350 mm, mentre la dotazione è pensata per resistere, ma anche per offrire comfort e funzionalità concrete ai conducenti con sedile ergonomico, il climatizzatore, le sospensioni pneumatiche della cabina a 4 punti, la visiera parasole e diverse prese di alimentazione a 12 e 24 volt sul cruscotto, oltre a un pratico portabottiglie refrigerato amovibile.
Una novità significativa introdotta con la gamma K MY2025 è rappresentata dalla retrovisione digitale, che sostituisce i vecchi specchietti retrovisori tradizionali con telecamere per la visione posteriore integrate con display in cabina.
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